San Paolo dice: “Avremmo voluto darvi non soltanto l’evangelo di Dio, ma anche la nostra vita, tanto ci eravate cari!” (Cfr. 1 Tess 2,7).

 

“Signore, io voglio amare te, queste anime e tutte le anime che sono sulla terra; però tu mi hai affidato queste, e per queste io devo anzitutto lavorare. Io offro la mia vita per tutte, soffro per tutte, ma il mio primo amore, il mio lavoro, la mia missione è qui e per queste io lavoro qui. Signore, io voglio trasmettere loro il Vangelo. Tu mi hai inviato qui per dare loro il Vangelo, perché queste persone lo conoscano e lo vivano. Devono conoscerlo i bambini, i giovani e i vecchi. Io ho il dovere, o Signore, di farti conoscere, amare e servire: questa è la mia missione! Tu mi hai inviato per questo: farti conoscere, amare e servire.

 

A me non importa che la gente conosca ed esalti me. Se è necessario che io venga schiacciato e umiliato, purché Cristo sia conosciuto, non mi interessa il modo. Se tu vuoi che queste persone ti amino attraverso un solenne fallimento della mia vita, a me non importa nulla, o Signore. Tu mi hai affidato l’incarico di portare queste persone a te, e tu puoi scegliere la strada più adatta: non voglio sceglierla io! Vuoi mettermi a letto ammalato, vuoi farmi rinchiudere in un manicomio? E va bene! Vuoi mandarmi in un sanatorio per tutta la vita o vuoi mandarmi in carcere umiliato e calunniato? Signore, io non scelgo; scegli tu! Però dammi la forza necessaria, perché senza di te non posso fare nulla.”

 

Questo è il segreto! È la parte del sangue, e viene prima, durante e dopo di ogni altra parte. Ricordatevi, figlioli, che le anime “vanno a sangue”. Ci sono motori che vanno a benzina, altri che vanno a nafta e altri invece che vanno a sangue. Non c’è un altro carburante che li faccia funzionare: occorre sangue! È stabilito dai secoli eterni che le anime si acquistino soltanto con il sangue.