L’apostolato è una cosa meravigliosa; è una cosa difficile ed è una cosa facile. È facile e meraviglioso soltanto quando l’apostolo si è incontrato con Cristo, quando è preoccupato di vivere con Lui.

 

Se l’apostolo s’accontenta di fare quattro pratiche di pietà alla buona, soltanto perché bisogna farle, a un dato momento, diventa un funzionario, si umanizza.

 

Bisogna proprio che vi fermiate davanti a Dio, magari solo un minuto, non interessa tanto tempo, ma che parliate con Lui, che stiate lì e che parliate con il Signore!

 

Abituatevi a fare questo al mattino quando vi alzate e poi in due o tre momenti della giornata: io parlo con Lui e sento che Lui mi guarda, che Lui mi segue, che Lui mi accompagna e che lavoro per Lui.

 

Quando l’apostolo è in questo contatto, anche se fa qualche errore, si rialza, non abbiate paura, si rialza! Qualche volta, magari, il Signore permette anche qualche mezzo errore perché questa creatura che, magari, era un po’ superbetta e credeva di essere chissà che cosa, abbassi la fronte dinanzi al Signore.

 

Io non mi spavento degli errori; mi spavento soltanto della superbia, mi spavento quando uno non vuole mettersi dinanzi al Signore, quando uno crede di essere lui quello che fa tutto e allora casca il palco.