Insisto sulla ricerca della volontà di Dio conosciuta attraverso l’obbedienza. State attenti, perché il demonio è tremendo. Il demonio, perché non facciate la volontà di Dio e, naturalmente, perché andiate in rovina, vi farà pensare: “Volontà di Dio? Sì, sì, ma cosa vuoi che capisca quello stupido di superiore! Volontà di Dio? Ma cosa vuoi che capisca quel cretino, quell’imbecille: è di un altro secolo! Volontà di Dio? Sì, ma qua, ma là, ma questo, ma quest’altro”. Il demonio, che è furbo, ci farà vedere la parte umana e dirà: “Vuoi che io obbedisca ad Erode, a quel disgraziato? Ma scherziamo!”.

 

Se dall’obbedienza non mi viene chiesto il peccato, quella è la volontà di Dio.

 

Intendiamoci bene, volontà di Dio non vuol dire che non si possa discutere. È chiarissimo: accettare non vuol dire che siete degli stupidi e che dovete ubbidire con gli occhi chiusi. No, no, per carità. L’obbedienza è una ricerca della volontà di Dio, per cui avete il dovere, non solo il diritto, ma il dovere fraterno di esprimere le difficoltà e anche di dare e suggerire dei consigli.

 

Ma l’obbedienza religiosa e cristiana non è una votazione, per cui se si è in dieci, sei hanno diritto contro quattro. Capito? Questo non è ciò che vuole il Signore, ma che tutti e dieci cerchino la sua volontà: questa è la volontà del Signore. Il superiore che non fa questo, manca; però gli altri dovrebbero obbedire anche se l’altro manca, perché il Signore comanda anche per mezzo di un imbecille e di un delinquente. Staccarsi dal superiore significa staccarsi dalla corrente. È inutile che una ruota protesti: “Non voglio andare dove mi conduce l’autista”; staccati e allora ti fermi. L’autista monterà la ruota di scorta e la macchina continuerà lo stesso il suo percorso. Siccome la macchina è di Dio, se a un dato momento tutte le ruote fanno sciopero, Dio mette le ali alla macchina ed essa vola per aria…