Imparate a dare una lode onesta, a saper dire a uno che vi è vicino: “Bene, hai fatto bene; mi fa proprio piacere…!”. San Francesco di Sales dava questo consiglio: “Quando devi fare una correzione a uno, comincia con il lodarlo e se non c’è niente di lodevole in lui, è il caso di inventarlo; in questo caso è permesso dire una bugia…”. Devo dirti, per esempio, che hai il naso storto. Comincio con il dirti che hai le orecchie diritte, perché avrai almeno qualcosa che va bene; o è tutto storto in te? “Ringraziando il Signore hai una voce da usignolo, hai due gambe da struzzo, peccato che ci sia quel naso; però tenendolo fasciato un po’ di tempo, il naso si raddrizzerà!”.
È importante sapere dire un grazie. Qualche volta ti portano una cosa da mangiare: “Che buona!”. Bisogna far sentire un minimo di lode. Non costa nulla dire una parola di lode.
È vero che non si vive di lodi, ma sappiate dire una parola di riconoscimento ai collaboratori che avete vicino. Possibile che troviate solo da rimproverare? Qualche volta dite: “Che bello! È riuscito bene!”. È una necessità umana, è una finezza, ma è necessaria, figlioli! E, guardate, che una persona umile queste cose le fa. È carità!
A questa cosa manchiamo tutti, iniziando da me, figlioli. Non è adulare nessuno, ma mi sembra che sia una cosa buona. Dunque non occorre una cosa studiata: dovete farla diventare una buona abitudine.
Bisogna saper ringraziare le persone più sacrificate, le povere cenerentole; bisogna saper dire loro una parola, con semplicità. Basta una semplice parola: “Grazie!”
Non si deve adulare, ma manifestare un po’ di riconoscenza, sì. Questa è carità, è carità!