Un cuore pieno di fiducia in Dio sa ringraziarlo non solo dei doni, ma anche delle croci che Egli permette per il proprio bene e per il bene dei fratelli. Accettiamo le croci dalle mani del Signore, accettiamole con gioia, anche se evidentemente non proveremo gusto, perché quanto al gusto è un’altra cosa. Infatti non si prova certamente gusto a masticare un tappo di sughero.  Dobbiamo sforzarci di accettare le croci dalle mani di Dio, ma non pretendere anche di dire: “Signore, ti ringrazio perché hai fatto morire mia mamma”. Non è facile saper ringraziare per una croce. Occorre un certo eroismo, quando per esempio capita una bocciatura, per riuscire a dire: “Signore, ti ringrazio perché sono stato bocciato…”. Io direi: accontentiamoci intanto di accettare le croci. Quando lo ringraziamo? Quando, per esempio dopo un incidente, siamo al sicuro; quando vediamo che il pneumatico che è scoppiato ci ha salvato la vita. In una simile situazione almeno diciamo: “Signore, ti ringrazio, e sia fatta la tua volontà!”. Noi invece siamo tanto egoisti; ci è faticoso ringraziarlo, se non ci vediamo chiaro. Sarebbe già tanto poter dire: “Signore, accetto dalle tue mani… Sia fatta la tua volontà e accetto con gioia, nel dolore e nella sofferenza…”, e poi, più avanti nel tempo: “Ti ringrazio, Signore, della forza che mi dai di fare la tua volontà”.