Figlioli, state sicuri, vi capiterà spesso di accorgervi che, passato un po’ di tempo, quella che vi sembrava una disgrazia era una grazia di Dio, un passaggio del Signore. E allora, fermatevi a guardare indietro; cercate di non vedere solo le cose gradite che il Signore vi ha dato, ma contemplate, con l’occhio della fede, anche quelle che apparentemente vi sembravano croci; vedrete, anche con l’occhio umano, illuminato dalla fede, che quelle non erano croci, ma grazie e avrete la forza di ringraziare il Signore anche di quelle. Se io volgo lo sguardo indietro a questi trent’anni di sacerdozio, devo ammettere che la maggior parte delle croci non erano croci: erano passaggi del Signore, pennellate del Signore, colpi di scalpello che il Signore doveva dare per formare la sua famiglia religiosa.Può darsi benissimo che, voltandoci indietro, diciamo: “Guarda che croce!”. Penso comunque che tante croci, vere croci, siano state delle grazie perché ci hanno invitato ad essere prudenti per non fare errori maggiori. Anche un paracarro collocato in mezzo alla strada è un inciampo, ma può essere la salvezza, se impedisce l’invasione dell’altra corsia e lo scontro con un’altra macchina.