Quando noi compiamo delle azioni altisonanti che non hanno il sigillo di Dio, quelle azioni non valgono niente. Se io, ad esempio, pregassi uno di voi di andare in giardino a prendere un grappolo d’uva e questo tale, invece di portarmi un grappolo d’uva, mi porta un ettolitro di vino, io gli dico: “Mi dispiace tanto, ma io non so che cosa farne di quel vino, io volevo un grappolo d’uva”.
Il pericolo enorme è che siamo noi a giudicare quello che va bene.
Noi dobbiamo mettere a disposizione di Dio tutte le nostre qualità, ma non scegliere le azioni secondo i nostri gusti. È una cosa diversa. Una macchina veloce, se seguisse i propri gusti, che cosa farebbe? Si metterebbe in autostrada e correrebbe. Ma può darsi che questa macchina veloce sia chiamata a seguire un funerale e allora non può correre a centocinquanta chilometri orari. Noi siamo a servizio del nostro padrone, che è nostro padre, che è nostro signore, e tutte le nostre energie devono essere a suo servizio, sia che noi siamo un trattore sia che siamo una macchina da corsa.
Qui c’è il segreto della riuscita. Questo è un punto dove tutti possiamo cascare con la più buona intenzione del mondo, credendo di fare la volontà di Dio. Quante volte, forse, nella vita crediamo di essere sulla strada di Dio e siamo sulla nostra strada.
Fratelli miei, il pericolo in cui noi cristiani incorriamo è questo: più del cinquanta per cento delle azioni che noi facciamo potrebbero essere nostre più che di Dio. Senza volerlo noi compiamo azioni sante, buone, ma senza fermarci ad esaminare se stiamo facendo quello che vuole Dio. È come se una cameriera preparasse da mangiare alla padrona senza domandarle quello che desidera. Può darsi che quel giorno la padrona voglia qualcosa di differente. Il nostro pericolo è questo: siamo cuochi e prepariamo ogni giorno quello che secondo noi piace a Dio. E se Dio quel giorno ha male di stomaco e vuole mangiare qualcosa di differente?
Tante volte prepariamo a Dio quello che piace a noi, perché così mangiamo anche noi. State attenti, fratelli, perché è cosa pericolosa