Il nostro primo strumento di apostolato è la parola. Questo è il denominatore comune per tutti. Bisogna predicare! Noi, figlioli, siamo mandati a predicare! Gli Apostoli predicavano, Gesù predicava. Gesù ha parlato con la Samaritana, con i peccatori… Sareste voi capaci di pensare che Gesù non predicasse? Ogni suo incontro con le persone era una trasmissione di vita attraverso la parola. E noi siamo stati chiamati da Dio a fare altrettanto: “Andate e predicate!” (Mc 16,15). Alla sera, bisogna domandarsi: e io oggi ho predicato sempre? Prendiamo un professore che desse lezioni private a qualcuno e quando lo studente si presenta gli mettesse in mano un libro da studiare dicendogli: “Beh, studia qui; intanto io leggo!”, e finita l’ora lo mandasse a casa e al termine delle lezioni gli inviasse il conto; commetterebbe un vero e proprio furto, perché non ha dato la scienza attraverso la parola. Alla sera, prima di andare a letto, devo domandarmi: avrei potuto quest’oggi dare Dio con la parola a qualche mio amico, a qualche mio compagno? Ho distribuito Dio attorno a me? Cioè, in altre parole: quante volte io dovevo predicare Dio e non l’ ho fatto? Noi non siamo affatto liberi di fare quello che vogliamo. Se il Signore ha mandato vicino a Gesù la Samaritana, lui, Gesù, doveva parlare alla Samaritana; Gesù non avrebbe potuto dire: “Adesso sono stanco, non ne ho voglia, che vada a farsi benedire! Ora mangio e poi vado a riposarmi un pochino”. Gesù era stanco e non aveva proprio voglia di attaccare discorso e di fare una direzione spirituale alla donna. Invece no! La volontà di Dio era che doveva farlo e lui l’ha fatto. Anche noi dobbiamo essere guidati dalla volontà di Dio, non dal nostro piacere o dalla stanchezza. Dio ci manda a dare, perché vuole donarsi ai fratelli attraverso noi, cioè attraverso la nostra parola. Siamo povere creature, ma Dio ha stabilito proprio questo canale e se questo canale si chiude, siamo responsabili dinanzi al Signore.