Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione”: è San Paolo che lo dice (1Tess 4,3).

 

Il Vangelo parla chiaro: non soltanto invita ad essere santi, ma anche a mostrarsi santi. Qualcuno non mostra di essere santo adducendo che nel santo Vangelo è stato scritto che bisogna fare in modo che la destra non sappia quello che fa la sinistra e che quando si digiuna bisogna non farlo vedere.

 

Ma dice anche: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” (Mt 5,16); “Non si nasconde la lucerna sotto il moggio, ma la si pone sopra il candelabro!” (Mt 5,15). Perciò il Signore ci dice chiaramente: “Siate santi e mostratevi santi!”.

 

Abbiamo il dovere di manifestare la santità anche esternamente, non per ostentazione, ma perché “glorifichino il Padre”. Quando una domestica va ad accogliere un ospite, per non far fare brutta figura alla padrona, prima di presentarsi si mette a posto. Se si presentasse alla porta in maniera indecorosa, la padrona le farebbe le lamentazioni di Geremia profeta.

 

Noi dobbiamo presentarci santi anche esternamente. Per quale motivo? Perché rappresentiamo Dio, che è santo. Dobbiamo esserlo veramente – non deve essere una cosa apparente – ma dobbiamo esserlo anche esternamente. Il nostro modo di parlare, il nostro modo di camminare, il nostro modo di agire, devono essere il riflesso del modo di parlare, di camminare, di agire, di comportarsi del divino maestro. Gli uomini devono vedere Gesù anche nel nostro comportamento.

 

Noi dobbiamo rappresentare Gesù e quando rappresentiamo Gesù siamo persone ufficiali, e la persona ufficiale non può fare quello che vuole. Ora noi siamo proprio così: i rappresentanti di Dio, e allora certe cose non le possiamo fare, perché abbiamo il dovere di mostrarci santi anche esternamente.