GRAZIE, PAPA FRANCESCO

Carissimi,

per me è sempre una scelta difficile scegliere l’argomento per l’editoriale della nostra rivista. Normalmente prendo spunto da qualche avvenimento interno alla nostra famiglia. Questa volta invece mi torna con insistenza l’idea di dedicare due parole di amore e di devozione al carissimo Papa Francesco.

Sono sempre più assordanti le voci di chi lo giudica con negatività, di chi lo vorrebbe ritirato in disparte, di chi addirittura lo dipinge come un male per la Chiesa.

Mi tornano alla mente le parole di don Ottorino.

“Viviamo in un momento nel quale viene messo in discussione tutto, perfino l’autorità del Papa e tutto quello che egli dice, non soltanto dai cattivi e dagli avversari, ma anche dai nostri cristiani. Per noi è una cosa inconcepibile, perché siamo nati con l’idea che il Papa è il Papa, il Papa è l’uomo di Dio. A noi non interessa che abbia i suoi difetti. Impariamo a vedere il nostro buon Gesù anche vestito di bianco.

Dobbiamo dirgli come San Pietro: Se anche tutti ti abbandonassero, Signore, noi no, perché solo tu hai parole di vita eterna! Solo tu sei il canale della nostra salvezza, l’anello che ci congiunge al Paradiso, e perciò siamo pronti a morire per Cristo! Ti vogliamo bene. Conta su questo piccolo manipolo; vogliamo seguire Cristo e sappiamo che non possiamo seguirlo se non seguiamo te”.

In poche parole, anche qui si tratta di fede. Quale prova infatti mi porta a inginocchiarmi davanti a un pezzo di pane diventato corpo di Gesù se non la Sua parola: “Questo è il mio corpo?!” Come rallegrarmi della parola: “Io ti assolvo dai tuoi peccati”, se non per la fede che mi rimanda alla promessa di Gesù: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi?!” Sulla stessa linea della fede, perché non accogliere anche la parola di Gesù: “Tu sei Pietro, su di te edifico la mia Chiesa… Pasci i miei agnelli… A te do le chiavi del Regno dei Cieli…”, affermazioni di Gesù non rivolte a un uomo perfetto, ma a Pietro con il suo carico di debolezze e di peccato?!

Don Ottorino dice con un’immagine simpatica: “Cerchiamo di regolare il nostro orologio sull’orologio del Papa, regolare il nostro pensiero, il nostro modo di giudicare sulla voce della Chiesa. Il Santo Padre è illuminato dallo Spirito Santo. Noi sappiamo che se facciamo come dice il Papa siamo a posto, se non facciamo quello che dice il Papa non siamo a posto.”

Caro fratello cristiano che mi leggi, se non accetti o giudichi il nuovo volto di Chiesa che Papa Francesco vuole dare alla Chiesa di oggi, perché non attingi alla fede semplice dei santi? Non sarà che l’orgoglio ti offusca la mente ritenendoti giudice indirettamente di Dio stesso, che ha chiamato questo Papa alla sede di Pietro?

“Caro Papa Francesco, noi della Famiglia di don Ottorino ti vogliamo bene così come sei. Sentiamo che sei un vero dono dello Spirito per la Chiesa di oggi, chiamata ad essere di 2000 anni fa e del 2000; di una Chiesa con le radici profonde e sicure nel Vangelo e con le braccia aperte a condividere le ansie e le speranze degli uomini d’oggi”.

Ecco quanto mi sono permesso di dirgli, abbracciandolo nell’incontro avuto con Lui a fine novembre: “Caro Papa Francesco, noi siamo con te, ti vogliamo bene, preghiamo per te e ti ringraziamo per la testimonianza coraggiosa che stai dando al mondo. Grazie, fratello Francesco”.

Don Venanzio