GENITORI, FIDUCIA… OLTRE IL PRESENTE
Occorre mettere in preventivo di seminare senza raccogliere!
Alzi la mano…
Alzi la mano chi fra i genitori non abbia pensato una volta: ho fatto il possibile e questo è quello che raccolgo? Quanti genitori hanno impiegato anima e intelligenza, protesi a garantire una buona vita ai loro figli e si sono trovati a solcare onde minacciose, turbolenze e delusioni in questo cammino?
Non ci meravigliamo, davvero la vita è imprevedibile e gli agguati sempre dietro l’angolo! I genitori seminano impegno e tenacia e la raccolta non è assolutamente garantita. I figli sono a sé, frecce che sibilano da sole nel vento, e gli archi che le hanno lanciate se ne stanno fermi al punto di partenza e solitamente non vedono il bersaglio o non sanno se al bersaglio stabilito arrivino o incontrino ostacoli e correnti contrarie.
Cosa dice questa volta don Ottorino
Don Ottorino si rivolge ai suoi con questa riflessione di padre: “… Il primo a fare questa esperienza è stato Gesù. Lui ha seminato e hanno raccolto gli altri. Lui è andato a finire in croce!…Se il Signore vorrà riservare a voi la gioia della vittoria, è una buona cosa; ma se invece che a voi, vorrà riservarla a quelli che … verranno in seguito e che raccoglieranno dove voi avete seminato, questo a voi non importa! Bisogna però portare il grano genuino, perché se tu vai a seminare e invece di seminare un granello di frumento, metti un seme di zucca, nascono zucche e non frumento.”
Anche i genitori possono ritrovarsi in queste espressioni, perché stare con i figli e crescerli spesso sembra proprio una vita complessa e spesso senza vedere questi frutti seminati e pazientemente curati:
“E poi ci vuole la pazienza per arare la terra, e non porre il seme in mezzo alla strada: bisogna arare la terra, prepararla, mettervi il seme dentro e portare pazienza perché nasca… Figlioli, ci vuole questo lavoro paziente e bisogna mettere in preventivo il sacrificio.”(M134, 6-7 del 3 gennaio 1967)
Marina e Pietro seminare senza raccogliere
Anche Marina e Piero si erano posti lo stesso interrogativo alcuni anni addietro, quando a loro, formatori di coppie e di genitori, avevano visto naufragare il matrimonio della propria figlia e in modo burrascoso. Con grande dolore avevano ammesso che il loro impegno, la loro testimonianza e la cura dei figli non stavano dando i frutti sperati. Sembrava che non avessero proprio seminato nulla di valido e la desolazione e lo svilimento si sarebbero impossessati della loro vita, se non avessero creduto a chi autorevolmente li stava mettendo al corrente che “Il primo a fare questa esperienza è stato Gesù. Lui ha seminato e hanno raccolto gli altri…” E che occorreva tenere fede e porre la speranza in Dio.
Così hanno fatto, con fatica grande. Il tempo ha dato ragione a questa attesa paziente. Altri hanno raccolto, dal seme genuino e dal sacrificio. Ma vedere ora la figlia serena sembra a Piero e Marina il centuplo, a cui può ambire la persona che fonda la sua casa sulla roccia, nonostante i venti e le burrasche la casa non crolla. Sarà però importante avere fiducia, perseveranza e fortezza.
Annamaria Gatti