NADIA DE MUNARI MISSIONARIA LAICA

È stata uccisa il 24 aprile in Perù, dove dirigeva cinque asili infantili in un quartiere  marginale. Apparteneva all'”Operazione Mato Grosso”, movimento di volontariato a favore dei poveri, particolarmente dell’America Latina, fondato dal prete salesiano Ugo De Censi.

Aveva 50 anni ed era della nostra diocesi di Vicenza, dove il suo funerale è stato celebrato con la presenza di 5 vescovi.

Chi era Nadia? Che cosa aveva in cuore? Quali erano la sua vocazione e la sua missione?

Lo dice Massimo Casa con parole semplici e commosse, riportate da Lauro Paoletto, direttore del settimanale diocesano “La Voce dei Berici”.  Massimo è responsabile dell'”Operazione Mato Grosso” a Vicenza e abita nella casa parrocchiale di Monte di Malo, facendo vita comunitaria insieme ad altri membri laici e preti.

Massimo e sua moglie Rossella avevano conosciuto Nadia da adolescente quando si era avvicinata al gruppo. Con lei avevano condiviso il suo primo servizio in America Latina in Ecuador. Dopo l’Ecuador andò in Perù dove viveva dal 1995. Nella loro comunità di Monte di Malo risiedeva Nadia quando tornava dalla missione.

Dice Massimo di lei: “Attraverso i poveri Nadia sognava di incontrare la “Via stretta”, la Via che la potesse portare a un senso profondo della vita, fatta di dono, di generosità, di carità. Questo era il sogno di Nadia e penso che l’abbia realizzato fino in fondo”.

È stato determinante per lei l’incontro con il p. Ugo de Censi, che è divenuto il suo padre spirituale. “Questo – ricorda Massimo – l’ha aiutata tantissimo a interpretare i segni e il suo donarsi. L’ha aiutata a superare anche i momenti dove ti sembra di non trovare il senso ad alcune cose e che Dio non sia presente. In queste situazioni il senso lo trovi nel voler bene e, desiderando Dio, cammini”.

Alla domanda se può essere considerata una martire, Massimo risponde: “Come cristiani essere martiri non è una medaglia al valor civile, è una condizione di vita. Credo che Nadia, con i suoi bambini, le maestre d’asilo, le assistenti, con le persone del posto abbia vissuto una vita tutta regalata ed è stata strappata perché stava vivendo la carità e stava entrando nella vita dei poveri. Lei aveva deciso di servire i poveri. Quando sei lì, sai che può succedere anche questo, anche se fai di tutto perché non succeda”. Ed aggiunge: “Come cristiano sento che il sangue di Nadia ci deve far cambiare la velocità della vita, dello sguardo e delle prospettive”. E conclude: “Ci ha aiutato sempre p. Ugo. Ci diceva: ‘Se devi dare, dai gratis’ e poi ‘Impara a perdere’. Nadia sicuramente aveva ben presente questi insegnamenti”.

don Luciano Bertelli