PIANETA GENITORI

Per non smarrirsi, l’invito a mettersi in ginocchio

Sforzo titanico

“Ok, siamo genitori e facciamo i conti con la vulnerabilità umana.”  Sembra una espressione senza sconti. Il dubbio e la delusione spesso ci fanno compagnia. Ma noi tenaci continuiamo a tenere fede alla chiamata alla vita che ci onora.

La fatica ci segna e si cerca un po’ di ristoro in chi ci può rassicurare: “…Stai facendo il meglio, il possibile, abbi pazienza, guarda al positivo…”  Talvolta le circostanze sono invece avare di queste espressioni di condivisione e di partecipazione.

E allora confidiamo nel processo di  autocompassione, quella sana, che ci fa prendere in mano i nostri cuori e li custodisce, che si perdona e dà la ragione del continuo peregrinare. Ma talvolta è uno sforzo titanico.

 

 In ginocchio

Don Ottorino: “Quante volte a qualche mamma e a qualche papà che non sono più capaci di guidare i figli, dovremmo dire: “Scusi, buona signora, scusi, commendatore o cavaliere…, quanto prega lei per i suoi figlioli?”

– “Beh, sa…”

– Quanto tempo rimane inginocchiato ogni giorno a pregare Dio per i suoi figlioli?”

Bisogna pregare, bisogna pregare, domandare aiuto a Dio. È facile che qualcuno, il quale sa comportarsi e parlare bene, si illuda…” (Meditazione di don Ottorino 9-10 del 26 marzo 1968)

Schietto e immediato, il pensiero del nostro caro Prete scava nell’imperscrutabile: senza essere come negli anni sessanta ironicamente commendatori o cavalieri, la domanda è sempre la stessa: “Cosa fare con questo figlio, con questa figlia? Non so cosa fare.”

E don Ottorino suggerisce: mettiamoci in ginocchio, preghiamo. Che non è invito bigotto o ritrito. È invito profondo, con una fiducia incommensurabile in un Dio, che ci accompagna, che non abbandona nessuno, ma accoglie l’errore, la fatica e li trasforma, se glielo chiediamo. Se…