L’altra cinghia, figlioli, è quella di stare uniti fra noi. San Giovanni Apostolo ci dice: “Figliolini, vogliatevi bene! Amatevi gli uni gli altri!” (Cfr. 1Gv 3,11). E io ve lo ripeto in nome di San Giovanni e in nome di Gesù: vogliatevi bene! Volersi bene, però, vuol dire aiutarsi. Non sia permessa una parola di critica. Se c’è qualche cosa che non va, da buoni fratelli, ditevelo. Io vorrei aggiungere: abbiate il coraggio e la forza di farvi la correzione fraterna. Se vedete che un fratello non è intonato, ricordatevi che per il fatto stesso che voi ve ne siete accorti, avete il dovere di intonarlo. Io vorrei che la carità arrivasse a questo punto. Ti accorgi che tuo fratello stona? Se stai cantando insieme, gli dici: “Taci perché stoni”. Tutti abbiamo il dovere di aiutare il fratello a intonarsi. Finché non vi verrà dato l’ordine di slacciarle, ricordatevi che c’è una scritta: “Allacciare le cinture”! Perché? Perché stiamo attraversando dei venti furiosi. “Ma quali sono questi venti?”. Figlioli, non ci interessa conoscere i venti. A noi basta tenere allacciate queste cinture: unione con Gesù, unione con il Vangelo, unione fra noi sotto l’alto comando del Papa e della Chiesa, pronti a dare la vita senza chiedere il perché. Con uomini così il Signore farà opere meravigliose. Se il Signore ha scelto voi per questo, ringraziate lui e non domandate il perché.