Gesù dice: “Ecco, sto alla porta e busso”. Se il Signore è alla porta, è arrivato il momento di aprire e di incontrarci con lui. Il cammino da percorrere insieme per conoscere il Signore lo possiamo fare soltanto se sappiamo che là c’è uno che ci ama. Io non mi affanno a correre tanto, se so che alla fine del percorso c’è un asino che mi tira un calcio; ma se so che mi attende qualcuno per darmi un assegno, la storia è diversa.Se vado a levarmi un dente, la tentazione è quella di tornare indietro; ma se uno mi dice: “Presto! Se arrivi in tempo c’è chi ti dà cinquanta milioni”, schiaccio di più l’acceleratore. Se si tratta di pagare le tasse penso: “Chissà che trovi lo sportello chiuso!”. Che ve ne pare? Colui che ci attende è un nostro amico, una persona che ci vuole bene: Gesù. È arrivato il tempo di incontrarci con lui, perché, gira e rigira, è bene che ci incontriamo. Per arrivare a lui bisogna passare attraverso il Giordano, ove c’è il Battista: dobbiamo piegare la testa, fare penitenza, avere il cuore contrito.Quando arrivo alla porta di casa, prima di entrare controllo se sono in ordine. Supponete che io debba andare dal vescovo: prima di partire osservo se ho le scarpe pulite, se sono in ordine; poi, quando sono arrivato, mi levo il soprabito, mi do ancora un’occhiatina per vedere se mi sono sporcato per strada. E allora diamoci un’occhiatina dentro e facciamo un atto di presenza del Signore e di pentimento delle nostre miserie, guardiamo se siamo sporchi.