Dobbiamo avere il cuore di Dio. Perciò qui ci vuole un chirurgo capace di cambiare il cuore. Fratelli miei, è assolutamente necessario che tutti ci mettiamo sul tavolo operatorio e ci facciamo operare, che cediamo il nostro cuore e che lasciamo venga messo al suo posto il cuore di Dio.
I santi parlavano con tanta semplicità. Qualche volta hanno azzardato anche dire al Signore: “Signore, facciamo il cambio: io ti do il mio e tu mi dai il tuo”. Questo è necessario se noi dobbiamo essere il Gesù che continua.
Ieri sera ero in chiesa ed ho cominciato a prendere paura pensando: “Io devo essere Gesù che continua. Quando mi presento alle persone devo essere Gesù”. Cari miei, come è differente il modo di pensare di Gesù e il mio modo di pensare, il modo di agire di Gesù e il mio verso me stesso, verso Dio, verso i fratelli! Quante cosette bisogna tirar via o bisogna aggiungere! Insisto nel dire che questa deve essere la nostra preoccupazione.
Ai primi tempi della Chiesa, quando arrivavano i cristiani, sentivano l’arrivo del Cristo. E lo devono sentire anche oggi. Ed è in proporzione di quello che sentiranno della presenza del Cristo che si incendierà il bosco.
Amici miei, se io vado sopra un bosco con l’elicottero e butto giù ettolitri di acqua calda, è solamente acqua calda e il bosco non prenderà fuoco. Ma se butto giù del kerosene e del cotone acceso, la gente comincerà a gridare: “C’è un incendio!”. È appunto questo fuoco che il Signore domanda a noi.