Ieri a Città del Capo è stata compiuta un’operazione meravigliosa: hanno fatto vivere un uomo con il cuore di un altro. Esperienza meravigliosa! Però l’operazione non è stata compiuta da un solo professore: erano più di trenta medici e tutti lavoravano in armonia meravigliosa per prelevare il cuore a un morto e cambiare il cuore a un vivo. Ognuno eseguiva il proprio compito, ma c’era un solo cervello che guidava tutti: ognuno conservava la sua personalità, la sua competenza, la sua libertà d’azione,però tutti erano in stretta collaborazione con quel cervello che aveva organizzato tutto. Ecco quello che dobbiamo fare noi: conservare la nostra personalità, ma in armonia meravigliosa con quel signore medico che ha organizzato la salvezza dell’universo. La Chiesa, figlioli, deve essere così. In quella sala operatoria l’infermiere, l’anestesista, il chirurgo, il medico…, tutti erano armoniosamente fusi per far vivere un uomo. E noi, tutti, tutti, dal Papa al Vescovo, dal religioso al cristiano dobbiamo essere in armonia per far vivere un uomo, il Cristo mistico, perché questo corpo meraviglioso che è la Chiesa di Cristo possa avere quel cuore che pulsa… bum… bum, bum… bum…, e possa raggiungere il Padre e abbracciare il Padre. Ieri in quella sala operatoria nessuno era autorizzato a fare la propria volontà; era libero, ma di una libertà di armonia, come è libero chi canta in un coro: è libero, ma non può cantare ‘Bandiera rossa’ mentre si canta “Noi vogliam Dio”. C’è libertà? Sì, sì, la libertà c’è, ma è la libertà di cantare bene quello che Dio vuole, istante per istante. Ogni nostra azione deve essere vista sotto questa luce. Mi capita una malattia? Come prima cosa chiederò: “Signore, è la tua volontà? E va bene! Se per la salvezza del mondo vuoi mettermi a letto, va bene, me ne starò a letto”. Se mi capita un’umiliazione: “Bene, Signore!”, e cercherò di capirne il motivo, ma fin dal primo istante farò un’offerta a Dio.