Qualche persona potrebbe dire: “Finora ne ho combinate di tutti i colori, che cosa faccio? Ormai ho rovinato tutto…”; in quella persona c’è come un senso di disperazione e pensa che tutto sia finito.
Il Signore dice che quando uno nella vita ha sbagliato strada, ma si converte, non si deve preoccupare come se dovesse tornare indietro. Qui avviene un miracolo: lui viene preso dalla mano di Dio e riportato sulla strada giusta.
Se, infatti, una persona, che ne ha fatta una per colore sotto tutti i punti di vista, a un dato momento si converte e dice: “Ho sbagliato! Signore, perdonami! Voglio ricominciare!”, entra in lei una tale sapienza che tante volte passa avanti a coloro che camminavano già sulla retta via… Questa è la conversione, ma deve essere un’autentica conversione.
Quando uno si converte e si dà a Dio, il Signore non gli fa rifare la strada dicendogli: “Adesso comincia di nuovo!”. No! Lo prende per mano e con un atto di grazia, ma proprio di amore, di Spirito Santo, se lo porta in alto: ecco la bontà di Dio! Nella mia vita sacerdotale di questi miracoli di Dio ne ho visto tanti.
Ecco perché qualche volta io sono uscito in uno sproposito e ho detto che se qualcuno non è “né freddo né caldo” sarebbe meglio che avesse combinato qualche mancanza grave, perché, inginocchiandosi dinanzi a Dio, il Signore lo prenderebbe per mano e lo eleverebbe.