SINODALITA’ IN ATTO

Prendiamo atto con gratitudine a Dio del cammino di crescita fatto nell’arco di quest’anno pastorale, di significative realtà che hanno promosso la collaborazione tra le delegazioni, in particolare dell’ECF (Equipe Centrale della Famiglia), degli incontri tra formatori, degli incontri tra delegati, del coordinamento degli Amici, dell’equipe per i ritiri, di quella della comunicazione, della missionarietà e di quella per gli Impegni di Vita. Il loro servizio ha rafforzato lo spirito e l’appartenenza alla Famiglia.

Anche i giovani religiosi continuano a stare in contatto tra loro, e alimentano le relazioni interpersonali con scambi di esperienze, che contribuiscono a rafforzare la loro adesione al carisma e alla spiritualità ottoriniana.

Con particolare compiacimento constatiamo poi che molti laici presenti nelle nostre attività hanno progressivamente preso il proprio posto, mettendo in risalto carismi insperati e spesso rimasti finora sommersi o ai margini. Lo stesso impegno della conduzione comunitaria della pastorale si presenta rafforzato in molte realtà; cresce anche una maggior condivisione tra religiosi, sorelle e laici che discernono insieme le scelte pastorali da assumere. La sinodalità infatti è fondata anzitutto sulla condivisione di quanto è a fondamento di un gruppo ecclesiale, vale a dire la comunione che si alimenta di informazione, di comunicazione, e il confronto che porta alle scelte da mettere in atto.

Ulteriore segno di sinodalità è l’accentuata comunione che in più parti va creandosi con le Chiese locali, con le quali si collabora sul piano della pastorale sociale, caritativa e vocazionale.

Abbiamo la percezione che siamo cresciuti nella comunione tra di noi grazie a tempi prolungati per dialogare, incontrarci, parlarci e lavorare insieme, avendo ben chiaro che alla radice di tutto questo non c’è la funzionalità o l’efficienza, ma la ricerca dell’unità.