CURA

Stiamo attraversando un momento storico, un tempo che sfida la nostra umanità nel modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri. All’improvviso, in un batter d’occhio, il mondo si è fermato: i programmi completi delle attività non erano più “importanti”. A poco a poco ci siamo resi conto che la cosa più importante è la famiglia, parlarsi, conoscersi e soprattutto “prendersi cura”, specialmente dei più vulnerabili. Sembra semplice? Sì. Lo sapevamo già? Sì, ma non siamo mai stati più vicini di così a viverlo e sperimentarlo come adesso.

La cura è inerente alla persona; cioè, dal momento in cui nasciamo fino alla morte, le relazioni che instauriamo con gli altri sono di Amore e Cura essenziali. Per questo motivo, il contatto con le realtà più infrante e con coloro che stanno vivendo le maggiori difficoltà ci costringe, in qualche modo, ad aiutarli, a prenderci cura di loro; sperimentando così un profondo legame di umanità. Esercitando questa cura ci impegniamo per la vita, la proteggiamo e la preserviamo.

In questo momento, forzati o meno, ci siamo presi cura dei più vulnerabili in diversi modi: stare a casa, usare le mascherine, lavarci le mani, rinunciare ad abbracci, baci; a stare insieme. Sicuramente è costato ad alcuni di noi più o meno di altri, ma nessuno può negare che nel profondo della nostra umanità il desiderio di “prendersi cura della vita dell’altro, dell’altra” sia rimasto fermo.

Come cristiani sappiamo che non potrebbe essere altrimenti perché siamo figli e figlie di un Dio totalmente attento, un Dio che si prende cura della vita. Se leggiamo la Bibbia con questi occhi, scopriamo rapidamente che la storia della salvezza è attraversata dall’iniziativa di questo Dio che rinnova la vita, che ha pazienza, che perdona, che incoraggia nel cammino, che diventa uomo per essere più vicino e camminare sugli stessi marciapiedi come noi. Tutto questo solo perché ci ama con amore eterno e perché il suo affetto si estende a tutti gli uomini senza distinzione (cfr. Ger 31,3).