Carissimi,

mentre attorno a noi suonano ancora campane di paura e di lutto, sentiamo urgente individuare punti sicuri dove poggiare i piedi nel cammino di ogni giorno. Mai come in questo periodo abbiamo toccato con mano la fragilità e il limite di tante pseudo sicurezze su cui camminavamo sereni: sicurezza economica, lavoro indeterminato, salute, pensione, e tante altre che ci facevano da strada asfaltata su cui correre indifferenti e tranquilli, sazi di poterne usufruire in abbondanza. Tutto è entrato in crisi quando quell’invisibile e assassino Covid19 non ha minato questa apparente stabilità e ci ha costretti a rivedere i punti di riferimento per discernere tra quelli che danno sicurezza duratura e quelli effimeri.

Forse ora dobbiamo riconoscere, a collo torto, che il Covid, oltre ai grandi disagi e le sofferenze che ci sta procurando, ci sta facendo un grande dono: ci fa toccare con mano che solo Dio e la fede in Lui sono la roccia su cui costruire solida la casa.

La fede, anche se apparentemente non si presenta con la sicurezza che sembrano dare i normali punti di riferimento, è un camminare sicuro; la fede infatti inizialmente si presenta come incertezza, come indefinitezza, lasciandoci perplessi finché esperimentiamo che ci aggancia solidamente a Colui che è il principio e la fine di ogni cosa.

Significativo per noi della Famiglia di don Ottorino il fatto che, proprio dentro questo contesto di incertezze che ha paralizzato il mondo, siamo chiamati a celebrare due grandi avvenimenti: il decimo Capitolo generale e la seconda Assemblea. Due soste che vorremmo vivere nella fede per proiettarci verso il futuro con la consapevolezza rafforzata che la “barca” sulla quale navighiamo è di Dio e che al suo timone c’è la cara Mamma la Madonna. Siamo sicuri che il vento dello Spirito ha ancora la forza di investirci e di rinnovarci nell’entusiasmo, e che la nostra Famiglia continua ad avere un ruolo importante in questo mare agitato.

Consapevoli, infatti, di essere stati chiamati da Dio uno per uno, sappiamo di avere un posto prezioso nel suo progetto di amore per gli uomini e le donne del nostro tempo. In questo particolare momento della storia siamo invitati a dare il nostro piccolo contributo perché la pandemia che stiamo subendo non si riduca a un triste evento di morte da relegare nella storia, ma si traduca in un meraviglioso evento di vita nuova. Dio ha una parola da dire al mondo anche attraverso di essa e noi dobbiamo capirla e gridarla lì dove ci è dato di vivere. È a tutti gli effetti un segno dei tempi da interpretare e da valorizzare. Una volta passato il Covid19, non potremo più ritornare come prima. Vorrebbe dire subirne la bocciatura in quanto non avremmo imparato nulla.

Sarebbe una vera grazia se questa esperienza destabilizzante contribuisse a renderci coscienti della nostra fragilità e dei nostri limiti. Stiamo vivendo infatti i dolori del parto di qualcosa di nuovo e di grande. Senza Dio non siamo e non possiamo nulla! Se abbandoneremo le nostre sicurezze e ci lasceremo guidare dallo Spirito del Signore e plasmare dalla sua Parola, la strada che ci sta davanti non potrà che essere più luminosa e sicura.

Don Venanzio Gasparoni